La vitamina D e i suoi metaboliti, da un punto di vista strutturale, sono chiamati anche secosteroidi (molecola capostipite: colesterolo), la cui struttura mostra il tipico nucleo sterolico ciclo-pentanoperidro-fenantrene, un idrocarburo tetraciclico con 17 atomi di carbonio, che non è unito a livello del legame situato nella posizione 9-10 dell’anello B.

Vitamina D, Progesterone-like hormone

La vitamina D quindi, oltre ad avere una struttura simile, presenta anche attività simili al progesterone endogeno.
Entrambi agiscono contemporaneamente in diverse fasi del ciclo mestruale e della gravidanza (impianto embrionale, placentazione, immunomodulazione) per questo motivo la vitamina D è indicata in letteratura come Progesterone-like hormone (1).

Il progesterone ha un ruolo nelle varie fasi della gravidanza: nel preimpianto induce il rilassamento della muscolatura tubarica, induce una maggiore penetrabilità della blastocisti nell’endometrio, favorendone l’annidamento e inducendo la modulazione della risposta immunitaria e regola il flusso ematico nel sito di impianto.

Durante la gestazione è fondamentale la sua azione immunomodulatoria e di sedazione sulla contrattilità uterina (2).
In particolare, durante la gravidanza, il progesterone induce la produzione, da parte dei linfociti, di una proteina chiamata Progesterone-Induced Blocking Factor (PIBF), comunemente chiamato fattore antiabortivo, responsabile della modulazione dell’attività infiammatoria (3).

Il PIBF rappresenta proprio il link di collegamento tra il progesterone e la vitamina D nell’azione immunomodulatoria

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